"Lohikäärmet eivät itke" - Un blog poco entusiasmante
Lo scorso Venerdi' al London Pub volevo davvero incontrare quella mia amica Minna
L'ho cercata da tutte le parti, ma non c'era. In compenso ci ho trovato la "simpatica" Marja.
Era vestita con una minigonna scozzese, ubriaca come al solito, e dopo poco tempo ha iniziato a sbaciucchiarsi con un ragazzotto diciottenne.
Tutte le volte che mi trovavo vicino a lei, capitava sempre di trovarmeli tra i piedi. Penso proprio che lei lo facesse apposta di venire a sbaciucchiarsi il ragazzetto vicino a me.
Poco distante c'era Lea, quella che mi saluta sempre allungando le mani... e che gradisce che io faccia altrettanto.
Lei avrebbe sicuramente accettato di venire a ballare con me, per far morire di gelosia Marja, ma io ho preferito evitare.
Fortunatamente anche stavolta la coppietta e' andata via a sfogare i propri istinti a casa della tipa, nella foresta.
Risultato? Un venerdi' notte rovinato, come forse era nei piani della vendicativa Marja.
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Invece stanotte, grazie al mio carissimo amico Mud, ho conosciuto una "signora" non piu' tanto giovane, una donna dai capelli biondi tagliati cortissimi, deliziosamente piena di tatuaggi, che sul viso aveva sicuramente qualche ruga di troppo.
Il corpo, atletico, da sollevatrice di pesi, era magro e le braccia muscolose. Il seno invece era cosi' enorme e sproporzionato da sembrare un ammasso di silicone.
Questa donna si e' dimostrata simpatica e socievole, anche se io mi sono sentito un po a disagio, perche' Mud insisteva in tutti i modi affinche' io e la sua amica diventassimo "molto amici", con il solo risultato di rendermi poco socievole.
Difficile per me simulare l'amore, che non c'era affatto.
Ancora di piu' simulare l'amore a prima vista, visto che la donna avrebbe sicuramente acconsentito all'idea di portarmi a casa sua.
"Cosa c'e' che non va?" mi chiedeva Mud, deluso del fatto che io fossi rimasto un po freddino.
"Vuoi una donna e ora che ce l'hai la rifiuti?" mi rimproverava
La verita' e' che io non sono una "macchina del sesso", e forse da un po di tempo a questa parte faccio fatica a prendere sul serio le donne, intendiamoci: mi lascio facilmente ingannare da quelle verso cui sono affascinato, ma penso e ripenso mille volte per tutte le altre.
Certo, questa donna e' stata molto cordiale, anzi fin troppo, ma io diffido fortemente delle persone che si scaldano troppo in fretta, e poi e' troppo anziana per me, sarebbe solo un passatempo, e io non voglio illudere nessuno, cosi' come non voglio essere illuso.
Cosi' al momento dei saluti, ci siamo baciati appassionatamente ma io non ho accettato di salire in taxi con lei, verso casa sua, anche se la donna mi aveva assicurato che avremmo dormito soltanto, fianco a fianco.
Invece, le ho dato il mio numero di telefono e lei mi ha detto che mi chiamera' domani pomeriggio, dopo il lavoro.
Staremo a vedere.
Per una volta nella mia vita non sono affatto pentito di non avere approfittato di questa situazione, anzi sono addirittura soddisfatto di me stesso.
Forse con questa tipa di cui ignoro il nome rimarremo buoni amici, o forse ci sara' qualcosa di piu' perche' tutto sommato c'e' una certa attrazione fisica.
Chi potra' dirlo?
Dopo diversi anni in Finlandia, non mi sembra piu' nemmeno strano il fatto di essere andato a far la spesa normalmente il giorno di ferragosto, di aver trovato tutti i negozi aperti, la gente in strada che torna dal lavoro, insomma la vita di un giorno che in Italia potrebbe somigliare al 15 settembre.
Anche la temperatura, 16 gradi alle 9 di sera, somiglia piu' ad una fresca serata settembrina che non ad una giornata italiana di piena estate. Forse mi sto lentamente abituando ad un clima non mio, ad una citta' che prima era completamente assurda, e soprattutto, ad un modo di vita totalmente diverso.
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Oggi ho incontrato A., l'amica finlandese che sa l'italiano. Tra un sorriso e l'altro abbiamo parlato del piu' e del meno in mezzo ad altri amici stranieri.
Lei ci ha detto che a causa delle delusioni dagli uomini (ha avuto solo ragazzi finlandesi) vuole rimanere single per il momento.
Avrebbe bisogno - a suo dire - di un ragazzo per tenergli compagnia, di uno per andare a passeggiare insieme, di uno per ascoltarla, di uno per farci sesso.
Uno strano discorso, che non mi e' piaciuto affatto.
Invertendo il discorso al maschile, non penso che una eventuale mia fidanzata sarebbe contenta se io facessi altrettanto e mi circondassi di sei o sette donne.
Bah... la mentalita' dei finlandesi e' davvero strana.
Tornando a casa sono andato al supermercato e vi ho trovato miss caschetto biondo, ovvero LauRa, la ragazza simpatica, non bellissima
ma che ha un qualcosa che mi attira.
Dopo un mese di assenza la dolce cassiera e' tornata da pochi giorni dalle ferie, passate - a suo dire - in Svezia con dei parenti.
Stranamente, come mi succede rare volte nella vita, ho preso un po piu' di coraggio e sono andato piu' in la dei soliti complimenti di pochi secondi. Ecco come e' andata.
Ore 20:49
"Ciao Laura..dai che tra poco il turno finisce!"
(Non ho mai visto Laura lavorare freneticamente, il piu' delle volte e' imboscata in un ufficio a sorseggiare il caffe'. Quando e' costretta a stare alle casse, beh, lo sapete gia', ha i movimenti di una lentezza esasperante).
"Eh si sono stanca, pensa che domani mi alzo alle otto"
"Quindi non vai sicuramente al bar stasera"
"No di sicuro"
eccomi in azione..
"No perche'... mi piacerebbe parlarti in un altro posto che non qui"
(mentre parlo Laura aggrotta le sopracciglia come se si sforzasse di capire quello che le voglio dire, visto che per una volta quello che dico e' diverso dai soliti discorsi di circostanza)
un po' emozionato finisco la frase, disperatamente in cerca di un "si" rassicurante:
"...non so se sei interessata... oppure no"
Laura non risponde, mi consegna il resto e il conto
Sfortuna vuole che dietro di me si piazzi subito un altro cliente, ma tutto sommato non ci vuole molto tempo per dire di si oppure di no.
Laura non dice una parola, rimane con un'espressione sorridente, ma non mi da una risposta. Ne' io insisto ulteriormente.
Vado via deluso.... certo, ho fatto il mio tentativo, ma probabilmente ho sbagliato qualcosa...se non tutto
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Ora io chiedo ai miei amatissimi lettori
(e soprattutto alle ragazze) di immedesimarsi nella mia amica-cassiera e di dirmi:
1) Ho sbagliato qualcosa con LauRa ?
2) Secondo voi la non-risposta e' data dal fatto che Laura e' stata colta alla sprovvista e mai si sarebbe aspettata questa richiesta? O non ha risposto per non essere costretta a dirmi che non e' assolutamente interessata?
3) Nei miei panni, insistereste ulteriormente ? E in che modo ?
Pensavo: forse se io le chiedessi di venire a mangiare una pizza con me,
sottolineando "come amica" avrei qualche probabilita' di un si ?
Grazie per le risposte, amici lettori! Aiutatemi!
Lo scorso sabato ero al London Pub, come al solito.
Arrivato forse troppo tardi, sono stato costretto a fare una lunga fila prima di riuscire ad entrare, almeno mezz'ora.
Dopo circa dieci minuti e' arrivato un conoscente, un tipo che io chiamo "Il Nehanderthal" perche' secondo me rappresenta l'anello di congiunzione mancante tra l'uomo e la scimmia. Tozzo e palestrato, ha la fronte sporgente e il viso come quello di una scimmia, ma nonostante questo sembra un tipo amichevole, anche se non ho mai avuto modo di conoscerlo, visto che nei bar preferisco tentare di parlare con le ragazze.
Questa volta Mr. Nehanderthal deve avermi visto che aspettavo e ha deciso di infilarsi accanto a me, saltandosi cinque minuti di attesa.
La pratica di infilarsi in mezzo alla fila se si conoscono gli amici, e' diffusa in tutti i locali finlandesi, e in passato ho sempre accettato con un pizzico di rabbia gruppetti di ragazze che mi scavalcavano solo perche' conoscevano la tipa che stava davanti.
Veramente io non avevo mai parlato personalmente a Nehanderthal, ma visto che aveva bisogno di aiuto, e dato che a me non costava niente, ho finto di essere suo amico.
Mentre aspettavamo abbiamo parlato del piu' e del meno, ma soprattutto del fatto che le donne finlandesi in una relazione spesso si rivelano inaffidabili
"Tra un po mi sposo" - aveva aggiunto soddisfatto il simpatico scimmione - "ma con una ragazza del mio paese"
Quando finalmente e' arrivato il momento di entrare, il buttafuori ha fermato il mio amico spiegandogli che non avrebbe dovuto scavalcare la fila.
Inutilmente lui ha ribattuto che conosceva me, ma l'uomo della sicurezza non ha voluto sentire ragioni e lo ha allontanato.
Ho gia' sperimentato a mie spese che quegli intelligentoni dei "portsari" quando prendono delle "ponderate decisioni" non le cambiano per nessuna ragione al mondo anche se sanno di aver torto
Mentre il mio amico sgranava gli occhi dallo stupore, l'energumeno lo ha beffato ulteriormente chiedendogli:
"Sei nervoso?" con soddisfatta ironia.
Poco dopo avrei appreso che una ragazza finlandese proprio dietro al Nehanderthal aveva fatto la spiata al buttafuori, dicendogli invidiosa che uno straniero aveva scavalcato la fila.
Quello che proprio non capisco e' questo: perche' le regole devono valere solo per i finlandesi e invece per gli stranieri c'e' solo la legge del razzismo?
Questo atteggiamento non fa davvero onore al paese dove vivo!
Entrato al London Pub mi sono subito accorto che c'erano parecchie facce note: Una donna bionda col ciuffetto scuro, alta e magra, che balla sempre con gli africani, al momento stava parlando con uno straniero.
Non ho fatto in tempo a salutarla che era gia' sparita tra la folla.
Mi ricordo di lei come una donna simpatica e socievole, che spesso di giorno fa la brava mammina e porta per mano una figlia dalla pelle color caffelatte.
Tempo fa ci ho persino ballato vicino: educata e stranamente sobria lei si rivolgeva a me sempre parlandomi in inglese, come se fossi stato un africano o un turista.
Mentre mi tornavano in mente queste immagini del passato, ecco apparire una persona che conoscevo molto bene:
Minna !
Ma quale Minna? Finora ne ho conosciute ben tre!
Devo dire che delle tre "Minne" il fattore comune sembra essere uno solo: l'essere incredibilmente ubriache.
Talvolta noi associamo ad un nome proprio di persona una qualita', basandoci sulle esperienze avute con quelle persone che portano quel nome.
Io infatti associo al nome di Minna la figura di una persona molto carina ma che vive perennemente sconvolta dall'alcool.
La prima Minna che mi viene in mente e' quella con i capelli bianchissimi, gotica, forse lesbica che frequenta l'Amadeus e a cui riesco a dire soltanto ciao.
La seconda Minna e' quella giovane biondina amica della "donna-transatlantico" che frequenta il London Pub e balla sempre con il turco ciccione sessantenne anche se a volte rivolge le sue attenzioni verso di me.
La terza Minna, -quella di cui parlo- frequenta raramente il London Pub, e' una bella donna, benestante, ha una sorella obesa, (ma anch'essa bionda), e si veste in modo estroso.
La sera di sabato Minna aveva una specie di giacca azzurra lunga che la faceva somigliare ad un pinguino.
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Minna con la giacca azzurra
La donna si ricordava di me, infatti quella sera del 10 maggio 2008 (anche quella volta ubriaca) mi aveva invitato a casa sua ed e' stata una notte indimenticabile.
Mi ricordo di averle dato il mio numero, non ho chiesto il suo, e lei come da copione non si e' piu' fatta viva.
Stavolta pero' sembrava decisa a riprovarci, mi stava vicino, si strusciava, mi prendeva per mano, e poi si era addirittura tolta le scarpe, fregandosene del fatto che a quell'ora il pavimento fosse un campo di battaglia pieno di cocci di vetro.
Minna si metteva e si toglieva continuamente la giacca, nonostante il caldo insopportabile.
Quando si rimetteva la giacca, spesso la indossava al contrario e non se ne accorgeva nemmeno.
Una ragazza, passata accanto, vedendola in questo stato, non ha potuto fare a meno di rivolgersi a me dicendo:
"Et varmasti pane sitä" cioe': Non te la scoperai di sicuro ?
C'e' da dire che le finlandesi sono molto "esplicite" e data la mia non-risposta, la ragazza insisteva dicendomi:
"Hei,kuuletko sä?" cioe' ehi, mi ascolti?" esigendo da me una risposta che non le avrei dato.
Mentre aiutavo Minna a rimettersi la giacca proprio in quel momento passava Lia, la mia conoscente di sempre, che vedendomi mi ha fatto un sorrisetto di quelli che significano "ho capito cosa vuoi fare con questa donna".
Volevo chiacchierare brevemente con Lia, ma visto che non volevo fare ingelosire Minna, e considerando il fatto che la mia preda era gia' abbastanza ubriaca, invece del classico saluto, ho dato di nascosto una palpatina sul sedere a Lia mentre passava, cosa che lei ha interpretato come un simpatico saluto.
E' bello avere amiche di questo tipo!
Alla fine, dopo aver seguito come un'ombra Minna evitando che finisse preda di qualche uomo, e facendole spesso sia da bastone che da appendiabiti, si erano fatte le tre e la donna e' uscita dal bar.
Le scarpe erano chissa' dove, le avrebbe forse recuperate sua sorella cicciona, tutto sommato questo fatto non mi interessava piu' di tanto.
Con impressionante velocita' ho ritirato la mia giacca e le sono corso dietro, trovandola seduta su un muretto, proprio sul marciapiede opposto all'ingresso del London.
Con tutta probabilita' stava aspettando il taxi che l'avrebbe riportata a casa
"Ho sonno" ripeteva Minna, e non mentiva affatto.
"Posso venire da te?" ho chiesto
"Devo dormire" ripeteva Minna
"Senti: mi metto accanto a te e dormiamo insieme" ho proposto con furbizia.
"Va bene se vuoi facciamo cosi'" ha borbottato la ragazza.
Ero soddisfatto, all'arrivo di un taxi saremmo partiti insieme, e avrei avuto il piacere di averla di nuovo tra le mie braccia, dopo tanto tempo.
E se non quella sera, sicuramente il mattino dopo.
Ma i taxi non arrivavano proprio, e Minna iniziava a star male. Allargate leggermente le gambe, aveva messo la testa tra di esse e poco dopo ha iniziato a sforzarsi per vomitare.
Io le ero accanto e dalle mie esperienze passate sapevo che sicuramente dopo sarebbe stata molto meglio:
Probabilmente svuotata dell'alcool in eccesso la mia amica avrebbe avuto voglia di divertirsi con me quella notte stessa.
Dopo il vomito, invece, Minna ha iniziato a sonnecchiare, e io l'ho coperta con la mia giacca.
L'avrei svegliata appena fosse arrivato un taxi.
Mentre aspettavo pensavo: Se Minna avesse avuto le scarpe le avrei proposto di venire a casa mia a piedi, la strada da fare non sarebbe stata piu' di 500 metri.
Ma a piedi scalzi e in quello stato, sarebbe stato come chiederle di venire sulla Luna.
Cosi' abbiamo aspettato a lungo, senza sapere cosa fare.....
e alla fine....
alla fine e' uscita la sorella cicciona, che si e' messa a fermare tutti i taxi fisicamente, ovvero piazzandosi al centro della strada, finche' non ne ha trovato uno disponibile.
Era arrabbiatissima per lo stato pietoso della sorella e le ha urlato di alzarsi e di seguirla sul taxi che aveva appena bloccato.
Minna voleva rimanere con me, non si decideva a muoversi, o forse il motivo era soltanto che non riusciva ad alzarsi.
Io ero pietrificato e indeciso. Non sapevo che fare.
Alla fine sua sorella e' riuscita a convincerla e l'oggetto del mio desiderio e' sparito nel taxi ripetendo "vado a dormire, vado a dormire".
Mentre la macchina si allontanava veloce, lasciandomi da solo e sconfitto, pensavo al modo stupido in cui sono stato fregato un ennesima volta proprio sul piu' bello.
La delusione e' stata amarissima perche' e' arrivata nel momento in cui io gia' sognavo un'altra bellissima notte con questa donna, e gia' stavo assaporando i momenti che avremmo passato insieme.
Ancora una volta sono stato fregato...e non riesco a capire dove ho sbagliato, e se ho sbagliato.
Forse avrei dovuto fare almeno un tentativo, e chiedere alla sorella-balena il permesso di salire anch'io sul taxi....
Forse avrei dovuto provare ad infilarmi direttamente nel taxi insieme a loro senza chiedere niente... anche se non c'era piu' spazio sul sedile posteriore
Certo e' che se non ci fosse stata la sorella culona io avrei potuto dormire con Minna e forse, chissa', stavolta le avrei chiesto il suo numero di telefono.
Tornero' al London il prossimo venerdi', e mi guardero' in giro, sperando di ritrovare la mia amica, magari senza sorella rompiscatole.
[Oggi e' una di quelle giornate in cui non ho troppa voglia di mettermi a scrivere. Mi scuso percio' con i miei lettori per la qualita' di questo post, che e' stato scritto e mandato on-line senza nemmeno esser stato riletto una seconda volta]
Prima di uscire e di prendere una boccata d'aria fresca nelle strade deserte di questa tiepida domenica d'agosto, desidero raccontare anche brevemente, quello che e' accaduto lo scorso venerdi', e forse stanotte trovero' il tempo di parlare di questo sabato.
In questi giorni ho messo un po' da parte Heli, dato che pure lei non si e' piu' fatta viva. Non la chiamero' di certo.
Nella storia della vacanza, il problema per me forse meno importante sono i soldi da spendere.
E non perche' io i soldi li trovi appesi ad un albero, o perche' la cifra sia minima, ma perche' trovo che passare del tempo con la ragazza della mia vita sia una cosa che non ha prezzo.
Ma Heli non e' piu' la ragazza della mia vita, e' la moglie di qualcun altro. Si perche' in Finlandia la convivenza "registrata" equivale in tutto e per tutto al matrimonio.
La cosa che mi darebbe piu' fastidio, se partissi con lei, sarebbe il ruolo dell'amante occasionale.
Mi sentirei come uno di questi "amanti per una notte", un maschio trovato in un bar, che viene "accettato" il sabato sera da ubriache annoiate, e che e poi viene cacciato il mattino dopo, quando le donne si svegliano in preda alla "krapula" (=mal di testa da sbornia).
E non sono nemmeno il bancomat di Heli, qualcuno da sfruttare con avidita' perche' le fa comodo.
Lei avrebbe sicuramente fatto finta di camminare mano nella mano per le strade di Amsterdam, - visto che nessuno la conosce -, e forse sarebbe stata carina e gentile, ma, inflessibile come un giudice, mi avrebbe ancora una volta ignorato per mesi e mesi una volta tornati in Finlandia.
In tutta questa vicenda, la cosa che piu' mi da fastidio e' il fatto di essere ingannato, non come una possibile eventualita', ma SAPENDO fin dall'inizio che alla fine saro' sicuramente ingannato.
Purtroppo i sentimenti verso questa ragazza al momento sono ancora forti, anche se il tempo li ha fatti affievolire considerevolmente, nel senso che - soltanto due anni fa - al suo "si" io sarei partito senza nemmeno pensarci due volte.
Ed eccoci al momento del consueto raccontino.
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Lo scorso venerdi' sono stato invitato al matrimonio di un amico, e devo dire che la cerimonia in chiesa ricalcava quasi completamente quella italiana, tolto il fatto che le parole erano in finlandese.
Invece del "si", lo sposo e la sposa alla domanda del prete: "vuoi tu prendere in sposa [...]" hanno risposto col famoso "tahdon", ossia "lo voglio".
Le uniche differenze macroscopiche che ho notato, a parte la funzione brevissima durata solo mezz'ora, sono state queste:
mancavano i testimoni (forse per scelta?)
mancava lo scambio degli anelli
e mancava soprattutto il bacio finale!
La musica e' stata ridotta all'osso, la marcia nuziale non e' stata suonata, e nemmeno c'e' stato il lancio del riso ad allietare l'uscita degli sposi
Subito dopo la messa eravamo tutti in attesa del buffet, non ricchissimo e di gusto tipicamente finlandese.
In un enorme tavolo erano sistemate ciotole di insalate miste, tranci di pizzette al wurstel e gorgonzola, anonime crocchette di pollo, delle specie di "viennette" non di gelato ma di pate', e come bevande c'erano latte freddo e caffe' americano lunghissimo e imbevibile.
I finlandesi non bevono assolutamente ne' vino ne' birra durante i pasti, e stranamente, neppure l'aranciata o la coca cola.
Per fortuna ho trovato la canonica brocca d'acqua sempre presente nei pranzi, che conteneva uno strano liquido azzurro, penso acqua al debole sapore di mirtillo.
Dopo questo buffet sono arrivati i dolci, che consistevano essenzialmente di due tipi di torta: una alle fragole e panna, a mio parere discreta, e un'altra al caramello, dal sapore disgustosamente dolce.
Sul palco, la banda musicale suonava delle musiche completamente fuori moda, piu' adatte ad un pubblico di sessantenni, che non all'eta' degli sposi, entrambi poco piu' che ventenni.
La sorella dello sposo era molto carina, e faceva un po di tutto: portava il vassoio delle bibite, annunciava il "gioco della cravatta", e poi dava a tutti dei piccoli regali: fazzolettini ripiegati che contenevano caramelle al ginger e noccioline.
La ragazza, che qui nel blog chiamero' Marika, era una biondina vivace e magra dal sorriso stupendo, e dal fisico magro e longilineo, come una modella. Inutile dire che i miei occhi erano tutti per lei
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Marika e il gioco della cravatta
Alla mia domanda:
"Ma quando ti sentiremo cantare?" la dolce fatina mi aveva risposto con prontezza e ironia:
"Non canto altrimenti scappano tutti".
E subito aveva aggiunto:
"Pero' posso ballare con te!"
E cosi' abbiamo ballato insieme, non mi sembrava vero di stringere tra le mie braccia quella stupenda creatura, ero veramente al massimo della felicita'...
Ma come tutte le cose belle anche la festa volgeva al termine, e visto che non volevo lasciarmi scappare l'occasione, mi sono avvicinato e ho trovato il coraggio di farmi avanti:
"Marika, vai a ballare stasera? Posso venire con te e le ragazze?
"Certo", mi ha risposto con un sorriso. Ci vediamo al be-bop".
Cambio di scena.
Il Be-bop e' un locale in cui non andavo da diversi anni. Fortemente di stile anni 60, e' pieno di statue di Elvis Presley, Marilyn Monroe, vecchi distributori di benzina con il prezzo in "dollari al gallone", e persino una piccola torre eiffel.
(su youtube si trova qualche filmato)
Il proprietario, un settantenne, ogni venerdi' si diverte a fare il dee-jay inframmezzando le canzoni anni-80 con la sua voce, truccata da un aggeggio elettronico che la rallenta come un disco suonato a velocita' inferiore, oppure la accelera facendolo parlare come un paperino.
A parte il ridicolo di questa trovata, che provoca delle fastidiose attese tra un brano e l'altro, il posto e' sicuramente esclusivo.
Ma venerdi' sera, il mio obiettivo era soltanto lei, Marika, di cui non avevo nulla, nessun numero di telefono, nessun altro recapito.
Pensavo: se non fosse venuta, l'avrei persa per sempre.
Ero nervoso, molto nervoso, e seduto sul divanetto della discoteca ancora vuota, la aspettavo.
E finalmente l'ho vista entrare insieme ad un gruppetto di amiche.
Si era cambiata d'abito, adesso aveva una canottiera bianca, dei jeans, gli occhi azzurri pesantemente truccati di nero, e i capelli biondissimi tirati su a formare una cresta da stupenda gallinella finnica.
Lei stessa ha lasciato le sue amiche ed e' venuta a sedersi con me sul divanetto.
"Ciao", mi ha detto.
"Ciao", le ho risposto con un sorriso di gioia
"Senti... ti devo dire una cosa: io sono venuta qua.. con la mia ragazza"
"ah...okay!" ho risposto cercando di mascherare l'amarissima delusione
"Sei dispiaciuto? Trovi strano che io abbia una fidanzata?" mi ha chiesto Marika
"No no, e' una cosa tua", le ho risposto con un sorriso di plastica.
"Allora amici?" mi ha chiesto Marika tendendomi la mano
"Amici".
In quel momento faceva poca differenza che la ragazza dei miei sogni fosse stata fidanzata con un finlandese, con un turco, con una donna o con un asino sardo. La cosa che mi rimbombava in testa, come una palla da ping pong lanciata con forza in una stanza, era il fatto che anche stavolta non c'era niente da fare, mi ero illuso.
In effetti quel pomeriggio, al matrimonio avevo notato la presenza di una ragazza dai capelli rossi tagliati a maschietto, vestita come un ragazzo, che doveva essere la compagna-uomo di Marika, ma li per li non ci avevo fatto caso, e mai e poi mai avrei pensato che ci fosse del tenero tra di loro, visto che "prudentemente" non ci sono state effusioni esplicite.
Tornando alla realta' della discoteca, e mentre l'orologio volgeva verso le due, mi sono reso conto che anche le dieci amiche della biondina erano "molto affiatate" e si davano da fare con gesti molto espliciti, baciandosi e toccandosi nonostante la giovane eta'.
Praticamente, tra dieci lesbiche vogliose e ubriache, l'unico fuori posto ero io.
Marika mi ha chiamato piu' volte, quando dei maschi venivano a infastidirla, ed io sono stato l'unico con cui lei abbia accettato di ballare, riservando pero' i "lenti" per le sue amichette.
La cara ragazza infatti era particolarmente attiva a cercare le possibili prede femminili, che chiamava prendendole per mano e spesso baciava, nonostante la sua fidanzata fosse stata poco distante.
Per completare il quadretto, ad un certo punto, cinque giovani ragazzi anch'essi ventenni, hanno iniziato a togliersi la maglietta e saliti su un piedistallo, ballavano strusciandosi tra di loro.
Per fortuna la buttafuori e' arrivata e ha intimato loro di rivestirsi subito.
Quanto a me, sono rimasto fino all'ultimo, ben sapendo che non avrei ottenuto proprio niente da quella serata.
Eppure la mia amica era cosi' bella che non ce l'ho fatta ad andarmene via, se non quando il locale ha chiuso i battenti, alle 3.30.
Ho salutato Marika prendendole le mani con tenerezza e dicendole che ero contento di averla conosciuta, questo era verissimo.
Sarebbe stata una ragazza meravigliosa. Peccato.
Fuori dalla porta una sorpresa: la ragazza "ufficiale" sedeva sui gradini e aspettava: forse e' rimasta disgustata alla vista della sua fidanzatina che ci provava con tutte e ha preferito andar via, o piu' probabilmente e' stata allontanata dalla buttafuori dopo averci provato con altre ragazze nel bagno delle femmine, pesantemente sorvegliato, date le circostanze.
Comunque sia, e' stata una serata da ricordare.
Mi sono svegliato presto stamattina, ieri alla fine non sono uscito, volevo riposarmi per qualche minuto ma il sonno mi ha colto all'improvviso e io non ho fatto niente per contrastarlo, sommerso com'ero dalla tristezza.
Cosi' adesso e' domenica e tutto tace.
Fuori dalla finestra il sole splende un po pallido e obliquo sulla strada completamente deserta lasciando ancora molte ombre sulla strada. L'aria e' ancora fresca ed e' piacevole stare affacciato per qualche minuto. Chissa' se riesco a vedere qualche persona che esce di casa.
Chiudo la finestra di alluminio che sigilla il mondo esterno ermeticamente.
Dentro, nel mio appartamento, il caldo e' quasi insopportabile e la testa mi scoppia di pensieri.
Ieri l'ho vista ancora, purtroppo.
non ho voluto privarmi nemmeno della sua semplice compagnia, e dopo quell'incontro non faccio che ripensarci, e ogni volta che succede mi prende un profondo senso di angoscia dal quale riesco a liberarmi soltanto con un profondo sospiro.
Cosi' per illudermi di dar pace a questi tormentosi pensieri, voglio provare a scrivere le mie impressioni, quasi che questo gesto catartico possa rendere meno spiacevoli i miei ricordi.
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Ieri, ore 16 circa.
Heli con un messaggio mi fa sapere che vorrebbe vedermi e io accetto.
Mi scrive che dopo l'allenamento ha bevuto, adesso e' gia' ubriaca e non ce la fa a venire in centro.
Decido quindi di andare a trovarla, in fondo sono solo tre fermate di autobus.
Durante il viaggio mi arrivano alcuni sms senza senso dai quali capisco che l'alcool sta gia' facendo effetto.
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L'arrivo della ciclista
Mentre la mia ex si avvicina in bicicletta sicura di se, la osservo attentamente:
fisicamente non e' cambiata, la definirei una atletica dallo stile alternativo. e' proprio uguale a due anni fa e ha ancora il vecchio sacchetto di pezza che lei stessa si e' cucito.
Strano che Heli non sia venuta a piedi visto che dice di abitare qui vicino. Forse in questo periodo il suo nuovo amore e' la bicicletta.
Entriamo in supermercato dove Heli compra alcune bottiglie di siideri.
Usciti dal negozio iniziamo a camminare parlando del piu' e del meno.
"Sai, venerdi' scorso sono andata con degli amici ai giardini del koskipuisto, in centro"
Dentro di me penso che anche se Heli non frequenta piu' i bar, evidentemente il vecchio vizio le e' rimasto.
Il racconto prosegue...
"Alla fine mi sono ritrovata talmente ubriaca che non ce la facevo a tornare a casa in bicicletta e i miei amici mi hanno dovuta aiutare, cosi' uno di loro si e' pure fatto male ad un piede"
Ma l'autobus? Heli lo odia. Pero' sono sicuro che lo prenderebbe eccome se non avesse altra scelta.
E cosi' attraversiamo un campo, e lasciata la bicicletta accanto ci sediamo sull'erba di un prato, vicino ad un laghetto paludoso.
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Al parco
La giornata e' bellissima e tutto sommato sono contento di stare con la simpatica Heli, anche se in passato mi ha fatto parecchio soffrire.
Iniziamo a raccontarci qualcosa, e io le dico di Maria, di quanto e' stata stronza con me, e le faccio leggere tutti i sms cattivi che mi ha mandato e che conservo ancora sul cellulare.
Heli sorride, e mi dice che il razzismo non serve a niente, in fondo se guardiamo bene, un ragazzo finlandese non e' affatto migliore di uno straniero solo perche' e' finlandese.
Sicuro della saggezza di Heli le sorrido, e penso che tutto sommato forse lei e' la finlandese piu' intelligente di tutte quelle che ho conosciuto.
Dopo una mezz'ora passata a chiacchierare, Heli mi invita a casa sua a mangiare un dolce.
Il suo uomo e' fuori citta', ma io non penso nemmeno per un attimo che per un contrattempo potrebbe tornare, pero' in fondo non stiamo facendo niente di male.
Arrivati a casa, la prima cosa che mi ferisce e' la porta di ingresso, dove sono scritti a caratteri cubitali i due cognomi, cosa che mi ricorda istantaneamente che questa Heli adesso non e' piu' mia.
La casa e' molto grande, un salone, due camere, due bagni. Lo spazio non manca. Pero' noto subito il solito disordine tipico della casa della mia ex: vestiti e oggetti per terra, pentole da lavare, tavoli pieni di roba inutile.
Prendo una fetta di torta e ci sediamo sul balcone, mentre Heli mi dice che ha fatto la torta con una sua ricetta molto personale. Ed e' contenta di sentire che e' venuta bene, perche... perche' il formaggio era scaduto da un pezzo.
Mando giu' la torta cercando di mascherare un senso di disgusto e cerco di cambiare discorso.
"Mi fai vedere le tue foto, Heli?" le chiedo.
Lei mi porta nella stanza del suo ragazzo, dove vedo su un mobile la foto di un tipo biondo abbastanza magro impegnato in una competizione podistica, un atleta che deve aver partecipato a diverse gare.
Ancora una volta mi sento un intruso, e quando la mia ex mi fa vedere al computer le foto che la ritraggono come una "brava mogliettina" mentre prepara i dolci per il suo uomo, mi sento veramente uno straccio.
"Sai, Nico non vuole che io beva alcool", esclama con tristezza, "e nemmeno che io fumi uno spinello."
"Pero' io gli voglio far capire che queste cose mi danno la felicita'" -ripete convinta delle sue affermazioni.
Questa frase mi fa pensare. Da parte mia posso dire di non aver mai cercato di forzare la personalita' di Heli, ho sempre cercato di rispettarla.
"Le foto che ti piacciono te le mando via e-mail, se vuoi" mi interrompe Heli sicura di farmi una cosa gradita
"Io conservo ancora quelle carine che ti ho fatto tempo fa", le rispondo con una punta di amarezza
"Si, mi farebbe piacere averle, mandamele cosi' me le stampo" -risponde Heli
Poi si alza, va in un armadio, apre un cassetto e mi fa vedere una minigonna di plastica nera cortissima bordata di rosso.
"Ti piace ?" mi chiede posandosela sopra i pantaloni,
"Eccome !"rispondo con entusiasmo
"La posso mettere per te quando andremo ad Amsterdam", esclama contenta
Io rimango senza parole.. certo che mi piace.. ma...
"Cosi' ti rifaro' rivivere i ricordi di due anni fa", mi ripete Heli, sicura di creare in me ancora piu' confusione di prima.
Pero' mi torna in mente la casa, le foto in cui Heli appare come una fidanzata modello (che non e' stata con me), il fatto che viva insieme a questo tipo.... e tutte queste cose non riescono ad accendere in me quella fiamma viva di un tempo, anche se effettivamente l'idea di poterla avere per me anche solo per una settimana e' un pensiero potente e distruttivo.
"Sai gia' l'orario dell'autobus per il ritorno?" mi chiede Heli, mentre si prepara una specie di pizza a modo suo, impastando vari intrugli tipo wurstel, ananas, formaggio emmental.
Da quella frase capisco che e' il momento dei saluti.
"Allora... io vado... ci risentiamo ok?"
"Si, e' stato bello vederti"
"Anche per me Heli, davvero"
Ci lasciamo senza nemmeno un abbraccio, anzi potrei dire che - in questa situazione - un qualsiasi contatto fisico mi avrebbe stupito. Forse e' proprio il fatto che la mia ex sia diventata cosi' irraggiungibile che me la fa apparire ancora piu' desiderabile.
E cosi', mentre cammino verso casa, non posso scacciare dalla mia testa l'immagine di Heli vestita da sexy vamp che mi ripete "Ti faro' rivivere i ricordi di due anni fa!"
E cosi' oggi alle 15 ho incontrato Heli al solito posto, ai grandi magazzini Sokos.
La "ragazza-ciclista" aveva lo stesso sguardo dell'altra volta, non saprei descriverlo bene, ma due occhi che mettono paura a chiunque abbia intenzione di avvicinarsi a lei in strada.
Per fortuna, appena mi ha visto il suo viso si e' rasserenato ed e' tornata ad essere la ragazza tranquilla e semisorridente dell'ultima volta, persino simpatica.
Abbiamo parlato molto, e alla fine abbiamo affrontato il discorso del viaggio.
Lei ha esordito dicendo che ha proprio bisogno di cambiare aria e che sarebbe partita da sola, per soli tre giorni, pagandosi il biglietto. 300 euro di aereo, poi il cibo ? ma serve cibo ? per tre giorni no.
Albergo ? beh avrebbe dormito per strada.
Praticamente con 500 euro Heli aveva progettato 3 giorni di sballo ad Amsterdam.
"Certo Heli, lo PUOI fare, ma non sara' una bella vacanza"
le ho risposto, sicuro della mia affermazione.
"Se io dovessi andare, mi farei almeno una settimana, dormirei in albergo e mangerei al ristorante.
La vacanza deve essere vacanza, altrimenti me ne sto a casa."
le ho risposto, facendole capire la differenza.
Heli ascoltava con interesse, allora sono arrivato al punto che
mi interessava chiarire.
"Pero' Heli, ti dico una cosa: io non ce la faccio a dormirti vicino come un amico. Una cosa e' venire con te a prendere un caffe' o mangiare una pizza, ben diverso e' dormire insieme come amici.
Io non ci riesco!"
Allora Heli mi ha risposto cosi':
"Ad Amsterdam sara' come una breve parentesi, in cui potrebbe capitare proprio di tutto, e al ritorno nessuno ricordera' niente."
Questa risposta, molto ambigua, mi ha lasciato un po incerto e non ho potuto far a meno di dirle:
"Heli, ci devo pensare un pochetto".
Piu' tardi, abbiamo parlato di altre cose, ma da un altro discorso e' venuto fuori che lei praticamente considera "tradire il suo ragazzo" il fatto di far sesso con un altro, e che lei puo' darmi solo "compagnia".
Ma allora che senso aveva la sua frase ambigua, che Amsterdam sarebbe
stata una parentesi dove "nessuno sa cosa succedera'" ?
Era una frase detta solo per invogliarmi a pagarle la vacanza?
IO SONO STUFO DI ESSERE USATO
La settimana e' passata abbastanza incolore in questi giorni e pensavo di aver dimenticato proprio tutto, Maria compresa.
A volte fa bene buttarsi a capofitto in qualche altra attivita', piu' remunerativa dal punto di vista economico, piuttosto che stare troppo tempo a pensare o a progettare vacanze che non faro', visto che sono tornato ad essere un "single".
Purtroppo pero' il diavolo ci ha messo ancora una volta lo zampino, e questa volta sotto forma di sms.
30 Luglio, ore 17
"Moi, tekisi kyl mieli lahtee sun kans sinne damiin"
Ciao, avrei davvero voglia di andare con te ad Amsterdam
"...mutten ole ihan varma sun ajatuksista mun seuran suhteen"
ma non sono certa dei tuoi piani riguardo la mia presenza
"jos voit vaikka soittaa..."
se puoi tipo chiamarmi...
era Heli !
Il motivo di questo sms e' che la cara ragazza deve essersi ricordata di quel 17 luglio, nel bar dei grandi magazzini Sokos, quando le avevo proposto di tornare con me ad Amsterdam.
Pero' ricordo anche che quando lei mi ha mostrato tutta fiera il suo anello d'oro all'anulare, il mio discorso e' caduto repentinamente, un po' come un ponte a cui i pilastri vengono spezzati.
La controproposta della mia ex di partire lo stesso in Agosto, (in barba al suo ragazzo che e' in vacanza), era stata da me etichettata come una crudele battuta fatta per sdrammatizzare la mia delusione.
E invece Heli diceva sul serio!
Non so davvero cosa fare: la situazione e' molto diversa da due anni fa, quando Heli non era fidanzata.
Adesso cosa vuole da me? Non la capisco.
Mi ha detto lei stessa che e' fidanzata: significa cosa?
che e' fidanzata per ridere?
che la nostra sara' una breve parentesi in cui si concedera' a me solo perche' le pago la vacanza e poi tanti saluti?
Ho formulato due ipotesi:
1) Avro' di nuovo Heli, che tanto ho amato, ma solo come una (carissima) donna a pagamento per 7 giorni
potrebbe starmi bene, perche' la desidero ancora tanto, ma visto la brevita' della vacanza, la cosa sarebbe identica al riaprire una vecchia ferita che forse si stava rimarginando
2) Lei pretendera' che io mi comporti soltanto da amico in vacanza, e senza fiatare saro' costretto a pagare migliaia di euro, tra viaggio, albergo, ristorante, vestiti ed .. "extra" accontentandomi di dormirle accanto come un cane
se ero incerto nella prima ipotesi, sono estremamente sicuro che la seconda e' improponibile
E poi a me non piace Amsterdam, odio il puzzo di fumo di cui sono imbevuti tutti i locali ormai familiari, odio la pioggia estiva incessante e leggera che a volte smette per lasciare il posto ad un pallido sole, e che poi riprende costante per tutto il resto della giornata.
Odio i turisti che sciamano a migliaia sulla via principale, che sfoggiano le variopinte buste di plastica degli acquisti.
Mi torna in mente tutta quella confusione di persone di ogni razza che escono ed entrano dai numerosi negozi di scarpe e di vestiti
Poi la sera si ritrovano tutti a fumare nei coffee-bar dai nomi piuttosto espliciti, ognuno con la propria dose di sballo.
Se potessi decidere io andrei volentieri altrove !
Qualsiasi posto che non conosco andrebbe sicuramente bene !
Stavo rileggendo il mio viaggio ad Amsterdam di due anni fa, il link e' questo: domenica, 06 agosto 2006
Non so cosa fare, ma penso che mandero' un sms a Heli per prendere tempo e capire le sue intenzioni. Le diro' che preferisco parlarle a voce di questo fatto perche' al telefono non riesco a spiegarmi bene.
Sento che la piccola peste mi riservera' altre amare sorprese
(Avete consigli?)
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AGGIORNAMENTO ORE 10.
Dopo averci pensato su, ho mandato il sms di risposta
"Parempi tavata, en ole varma minäkin sun ajatuksista"
Meglio incontrarci, nemmeno io sono certo dei TUOI piani
(che ve ne pare?)
E cosi', abbandonata definitivamente ogni speranza con Heli, mi rassegno a girare una pagina della mia vita che avrei dovuto voltare gia' da tempo.
Anche se vorrei cambiare discorso, la mia mente torna spesso a quell'incontro del 17 luglio, e ogni volta che ci penso, mi accorgo che la mia ex e' molto cambiata in alcune cose, e in altre e' rimasta sempre uguale.
Ho incontrato la stessa ragazza inaffidabile di quattro anni fa, sfruttatrice di poveri stupidi che le vogliono bene e pronta a divertirsi
Forse Heli era era stranamente piu' "amica gentile" del solito e meno "fuori di testa":
probabilmente la sua pazzia in quella mezz'ora scarsa in cui ci siamo visti non ha fatto in tempo a manifestarsi, e non penso proprio che sia
magicamente guarita dalle sue allucinazioni.
Quello che pero' non riesco a capire e' come mai una ragazza che passava ogni weekend nel bar a cercare uomini, si sia "messa la testa a posto" e adesso faccia la brava mogliettina con quel finlandese con cui convive.
Heli e' profondamente cambiata per quanto riguarda questo lato del suo carattere: mi torna in mente di quando lei stessa mi aveva fatto sapere, non nascondendo un certo orgoglio, di aver tradito il suo ex boyfriend facendo sesso nei gabinetti del "Groove" con il miglior amico del suo ragazzo.
Questa e' la vera serpe di cui mi ricordavo, e non riesco a capire come mai sia cambiata! Forse l'eta' che avanza l'ha fatta diventare piu' tranquilla?
Altra considerazione che continua a girarmi in testa e' che Heli si sia messa la testa a posto soltanto con un suo connazionale, forse per lei sarebbe stato troppo squalificante sposare un "ulkomaalainen", come per un'italiana sposare un marocchino.
Non mi ricordavo che Heli fosse razzista, ma la discriminazione in fondo e' radicata in tutte le persone, un pensiero che cova nascosto e porta la persona a cercare soltanto i suoi simili.
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Ieri sera sono uscito, per andare al London, come ogni venerdi'.
All'una di notte dalle parti del "Keskustori", la piazza centrale, ho incontrato una tipa gotica che mi ha fermato con un "excuse me".
Era veramente carina, una giovane brunetta dal fisico perfetto, capelli fatti di treccine nere e viola, moderatamente ubriaca, e voleva parlare proprio con me!
Incredibile come le finniche abbiano il "metal detector" per gli "ulkomaalaisia", =gli stranieri. Di tutte le persone che passavano ha fermato proprio me.
"May I ask you something?" mi ha chiesto la tipa guardandomi con due occhi ai quali nessuno avrebbe potuto dire di no.
"y...yes..." ho risposto, estremamente sospettoso
A queste parole la ragazza ha esordito con la sua richiesta, in un inglese dal forte accento finlandese:
"Mi end mai frends ar koink tu puy a pizza, ken ju kif as tu iuros"?
(io e i miei amici stiamo per comprare una pizza, puoi darci 2 euro?)
Soltanto due anni fa glieli avrei dati automaticamente, senza chiedermi niente, ma ora sono cambiato, non bastano gli occhi di una bella ragazza (che i soldi ce li ha eccome!) ad impietosirmi, solo perche' sono un fottutissimo straniero.
Forse avrei potuto provare a chiederle di andare a mangiare la pizza con lei, ma subito dopo mi sono reso conto che l'unica cosa che avrei ottenuto e' un "kiitos" (grazie) e tanti saluti, le ragazze di questo tipo sono razziste e la mia voglia di fare un inutile tentativo era pari a zero.
Quindi la mia risposta e' stata:
"Sorry I have no money right now"
"Are you from Australia?" (sei australiano?) mi ha chiesto ancora
"No" ho risposto brevemente senza aggiungere altro, forse perche' ero ancora indignato per il tentativo di essere stato "usato"
E cosi' la ragazza con il suo gruppetto si e' allontanata lasciandomi nel dubbio che avesse voluto davvero far amicizia.
Dopo qualche centinaio di metri sono finalmente giunto al mio locale preferito, il London pub, e non ho nemmeno dovuto aspettare molto tempo per entrare, probabilmente solo 15 minuti.
Dentro il bar, il caldo era insopportabile e si mischiava al fumo delle sigarette, rendendo l'aria una miscela di vapori puzzolenti e appiccicosi.
Non c'era un filo d'aria, condizionatori spenti, il locale era strapieno di gente che sudava maneggiando distrattamente bicchieri stracolmi di birra pronti a rovesciarsi al primo urto
Una ragazza era seduta completamente sola ad un tavolino isolato,....era Maria!
Aveva i capelli ancora piu' biondi del solito, un sorriso beato da ubriaca, gli occhi semichiusi e boccheggiava davanti ad un bicchiere di birra quasi completamente svuotato.
Era completamente bollita!
Dopo essermi avvicinato sono andato ad ordinarmi un bicchiere di "kokis", =Coca-Cola, e Maria e' venuta vicino al bancone per fare il pieno di birra. Penso avesse l'intenzione di parlarmi o quantomeno di chiedermi di pagarle un drink.
Improvvisamente e' arrivato un tipo dietro di lei, un ragazzotto appena diciottenne, obeso col cranio pelato e lucido, dal viso finlandese, che l'ha abbracciata da dietro con la grazia di un elefante.
I due si sono baciati con la lingua in bocca, o meglio, Maria avrebbe baciato chiunque, ubriaca e spenta com'era.
Io mi sono allontanato in un angolo, incerto se guardare la scena oppure no.
Purtroppo Maria mi aveva visto, e si e' portata il ragazzetto proprio vicino a me.
Il tipo, sbronzo ed eccitato come un cavallo da monta, l'ha presa con forza e l'ha sbattuta vicino ai videogiochi del poker a pochi metri da me, fingendo di volersela scopare in pubblico.
A causa dell'urto dei due ubriachi contro la macchinetta, alcuni schizzi di birra mi sono piovuti addosso facendomi infuriare ancora di piu'.
Dopo qualche secondo di baci appassionati, Maria ha preso il suo maschietto e se l'e' portato a casa tirandoselo per mano, e togliendosi finalmente dalla mia vista.
E cosi' Maria ha avuto quello che voleva, un giovane maschio occasionale per il venerdi' sera e una facile rivincita su di me.
Oggi, 17 luglio ore 13, centro commerciale Sokos.
Camminiamo insieme, lei sta andando al piano inferiore del grande magazzino, verso il supermercato.
Anche io potrei accompagnarla e illudermi di stare ancora qualche minuto al suo fianco.
Invece giunti sulle scale, la guardo con tristezza e decido di mettere fine a questa mia sofferenza - iniziata solo mezz'ora prima.
Le parole escono da sole, senza che io possa far niente per fermarle.
Nyt mä lähden kotiin (ora io vado a casa)
per non rendere troppo dolorosa la separazione aggiungo:
Nähdään..joskus... (ci vediamo qualche volta).
La ragazza mi conosce fin troppo bene. Capisce il mio stato d'animo senza che io aggiunga una sola parola
Ootko sä pettynyt ? (sei deluso ?) mi chiede
...EN!!....(no!!), esclamo con forza, ma sto mentendo spudoratamente.
moi moi (..ciao) le dico con un cenno della mano, senza nemmeno chiederle un abbraccio
moi ripete lei, un po incerta
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Per capire questo triste finale, bisogna tornare qualche giorno indietro... esattamente al 14 Luglio.
Il 14 luglio e' il compleanno di una persona molto speciale, e io decido di inviare un sms di auguri, ma non ottengo alcuna risposta.
Allora mi faccio coraggio e scrivo ancora, che la vorrei incontrare per scambiare quattro chiacchiere, visto che e' stata lei, diverse settimane fa, a telefonarmi a sorpresa per sapere come va.
La ragazza risponde e accetta, e cosi' fissiamo l'appuntamento per oggi, davanti al centro commerciale Sokos.
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17 luglio, ore 12:30.
La piccola peste fa la fila davanti al bancomat proprio accanto alla porta d'ingresso.
E' vestita in tenuta da ciclista, pantaloni corti bianchi ripiegati fino al polpaccio, scarpette speciali da bicicletta, maglietta azzurra molto normale e casco da ciclista rosso in mano.
Trovo Heli con un fisico molto atletico, in forma perfetta, anche troppo: infatti il seno e' adesso muscoloso e quasi completamente piatto, ha i capelli lunghi, tirati dietro a formare una coda di cavallo.
Guardo le sue braccia e da un leggero colore piu' chiaro, riconosco tutte le cicatrici delle bruciature e dei tagli che si e' fatta soltanto tre anni fa.
Ma i segni si vedono appena, forse sono solo un ricordo del passato.
Il viso e' completamente struccato, Heli non ha mai usato rossetti o colori. I suoi occhi verdi chiari fissano un punto tra la gente con uno sguardo molto serio, uno sguardo di una persona scocciata o nervosa.
La prima impressione che ho rivedendola dopo tanto tempo si potrebbe sintetizzare in una sola parola: spaventosa.
Esattamente l'opposto di una persona dolce.
Intendiamoci, Heli e' ancora molto carina ma sul viso ha un che di terribile, uno sguardo che mette un po paura, e che allontana la gente estranea.
Certo, gli anni passano per tutti, ma devo dire che il tempo impietoso, lascia i segni peggiori sulle belle ragazze.
Finalmente Heli mi vede e ci salutiamo. Mi sorride. E' passato tanto tempo ma quel sorriso mi fa capire che lei e' realmente contenta di vedermi e lo sguardo di prima era solo per il "mondo esterno" e non per gli amici.
Andiamo a prendere il caffe' al piano di sopra e ci sediamo a chiacchierare.
Ah com'e' diversa dalle volte in cui era ubriaca, dalle volte in cui mi ha trattato malissimo, dalle volte in cui mi ha umiliato.
Heli adesso sembra quasi un'amica come tante, una di quelle finlandesi dai sorrisi falsi che si incontrano per dieci minuti e poi spariscono per anni.
Mentre la guardo penso che Heli non potra' mai essere una mia amica.
Beviamo il caffe' e parliamo.
Cosa fai adesso, Heli? le chiedo curioso
Lavoro in un bar qui vicino mi risponde
Di mattina vado in palestra, poi lavoro, e poi la sera torno in palestra di nuovo
Cosi' non hai molto tempo per te vero?
Pensa che oggi ho dovuto prendermi un giorno di ferie per sbrigare le faccende di casa! esclama contenta.
Avrei tantissime cose da dirle, vorrei raccontarle tutta la mia vita, ma il tempo e' cosi' poco e non so proprio da dove iniziare.
Sai, Heli, qui l'estate non e' bella, mi piacerebbe farmi un viaggetto ma da solo mi annoio.
Si anche a me piacerebbe... mi ricordo Amsterdam, due anni fa vero?
Gia' - penso - soltanto due anni fa. Allora aggiungo:
Anche io me lo ricordo spesso, e' stato bellissimo anche per me.
Heli sorride. Com'e' carina quando riesco a strapparle un sorriso!
Io non guadagno molto, ma se metto i soldi da parte mi piacerebbe tornarci. - risponde con lo sguardo verso l'alto di chi sta pensando ad una cosa piacevole.
Senti: se vuoi possiamo partire anche domani, Heli - le dico con entusiasmo.
Heli alza la mano sinistra...
"En voi, mä oon kihloissa" (Non posso, sono fidanzata)
Infatti solo dopo le sue parole noto che all'anulare sinistro trionfa un anello d'oro.
Lo fisso con la gli occhi spalancati, stento a crederci.
E' come un macigno che mi piove sullo stomaco
A volte non mi rendo conto che la vita e' ferma nella merda soltanto per me, per gli altri va avanti
Riesco a fare un sorriso di cortesia molto stentato.
Bene Heli, quando vi sposate?
Non so... forse mai - ma qui sento che e' lei a mentire.
Improvvisamente mi si apre il libro dei ricordi... mi ricordo che quando dovevamo fidanzarci, Heli - nei suoi momenti di pazzia furiosa, - aveva preteso che io le "fabbricassi" un anello speciale, che non doveva essere comprato ma "costruito da me" e che doveva avere una serie di simboli che mi aveva scritto su un pezzo di carta.
Praticamente diventava un'impresa impossibile.
Ora, ironia della sorte, questo anello che Heli porta al dito, e' una normalissima fascetta d'oro. Cosa significa?
Significa che quando una persona non vuole un'altra persona, trovera' cento scuse e mille obiezioni. Se invece quella persona vuole davvero l'altra, accettera' quello che il partner puo' dargli senza far storie.
Cerco di mascherare il mio stato d'animo, e continuo:
Mi ricordo il tuo uomo - le dico -
l'ho visto qualche volta, e' un tipo dai capelli scuri alto e magro.
Heli non aggiunge niente, si limita a dire di si, che e' sempre lo stesso da due anni a questa parte.
E cosi' la mia ex vive poco lontano da questa citta', in una casetta con il suo fidanzatino, felice e contenta. Proprio quello che il destino mi ha aspramente negato.
Ma lei forse cercava il finlandese DOC, solo per questo lui e' migliore di me, che sono uno sfigato "ulkomaalainen".
Intanto Heli ha finito il suo caffe', mi guarda e pensa:
Hei, io ho le vacanze in agosto, il mio uomo non c'e'... potrei partire per Amsterdam e dire che "si certo, sono stata tutto il tempo a casa"
Sorrido... ma dentro di me penso che non paghero' di certo il viaggio alla ragazza di un altro per averla solo una settimana, e magari soltanto come amica spendacciona.
I casi sono due: o Heli scherzava, oppure e' rimasta la tipa inaffidabile che conoscevo...
E' questo l'amore che ha per il suo uomo?
Forse scherzava. Chissa'.
Ci alziamo dal tavolo e ci incamminiamo per la scala mobile, verso il piano inferiore.... Dentro di me ho molta tristezza e voglia di dimenticare.
Ed ecco che siamo tornati alla scena iniziale, quella in cui a sorpresa mi congedo da Heli e me ne vado via.
Rivedo piu' volte nella mia mente l'ultimo sguardo della persona che ho tanto amato:
"Sei Deluso?"
Non esattamente, Heli: sono col morale a terra.
Ma questo, la mia ex non lo sapra' mai!
Come supponevo sono arrivati immancabili i messaggi di cattiveria.
Alcuni me li aspettavo, altri sono stati di puro razzismo
verso gli italiani, e verso gli stranieri in genere.
Dopo sms del tipo:
"Gli italiani sono i peggiori del mondo"
posso registrare questo tipo di messaggi piu' generali:
"Sai bene che tipo di accoglienza riserviamo agli "ulkomaalaisia" (=stranieri) nel bar eh?"
e non contenta del risultato la cara Maria insisteva ancora:
"Gli 'ulkomaalaisia' hanno sempre uno svantaggio per entrare in qualsiasi locale"
La mia risposta alle sue cattiverie e' stata sempre questa:
"Non ti arrabbiare, cancella il mio numero, cercati un altro uomo e lasciami in pace, please"
Dopo qualche minuto, ecco un altro messaggio di contenuto diverso, che mi ha lasciato di stucco per la sua falsita':
"Ieri io non ho buttato fuori di casa nessuno, sei tu stesso che sei andato fuori. Noi abbiamo continuato a bere con il vicino" (per la cronaca: "lo zio" dai capelli lunghi che spiava dal piano di sopra)
Ma perche' le donne cambiano le carte in tavola per fare in modo di aver sempre ragione loro ? Ieri voleva la solitudine eh? Tutta una scusa per chiamarsi a casa lo "zio metallaro" che prima faceva finta di sfotticchiare.
La mia risposta e' stata questa:
"Non mentire ! tu stessa mi hai detto che volevi essere "lasciata sola" e mi hai chiesto di prendere l'ultimo autobus! Fai bene ad aver trovato subito l'uomo, ovvero il tuo vicino"
Quindi la cara Maria ieri sera si e' fatta trombare dal vicino, il quale e' pure fidanzato. Ma penso che a lei non freghi nulla, e tantomeno a lui.
Spero solo di non ritrovarmi piu' tra i piedi questa ragazza.
Mercoledi', ore 16
Vado all'appuntamento con Maria al parco "sorsapuisto".
La donna ha portato con se il figlio di due anni, e mi sorride.
Mi accorgo che sul braccio Maria ha un livido, e le chiedo preoccupato cosa le sia successo
"e' stato il mio ex marito" mi racconta lei.
"Lunedi' devo andare alla polizia" aggiunge, per nulla preoccupata.
A questo punto chiunque potrebbe farsi una propria versione dei fatti. Prima di leggere il seguito
del mio racconto, provate ad immaginare come potrebbe essere andata, e solo dopo esservi fatti
un'idea, continuate la lettura.
"Oh poverina, come e' stato ?" le chiedo preoccupato pensando subito alla violenza del suo ex
"No sai, lui veniva a riportarmi mio figlio a casa...." mi inizia a raccontare
"Io ho visto che si e' comprato una macchina nuova, e dentro c'era una bella ragazza" - prosegue
"Quando ho visto che il mio ex aveva un anello di fidanzamento, non ci ho visto piu'"
"...e che hai fatto?" - chiedo curioso
"Mi e' presa la rabbia e gli ho dato un pugno diretto sul naso" - conclude Maria
"e lui per trattenermi mi ha stretto il braccio"
"Poi e' andato alla polizia e mi ha denunciato, cosi' Lunedi' mi devo presentare"
"Capisco...." - le dico.
Ma dentro di me sono sempre piu' convinto che
questa ragazza sia portatrice di guai.
____________________________________
Venerdi', ore 18.
Ricevo una telefonata di Maria che mi lascia abbastanza sorpreso: infatti non mi chiede di richiamarla come fa di solito
"Siccome non ho pagato l'affitto e ho dei soldi in piu', mi piacerebbe andare da
qualche parte con te. Ho una settimana di vacanze. Dove andiamo?"
"Quindi vuoi venire in vacanza con me?" le chiedo
Il fatto che Maria non abbia pagato l'affitto e lo dica con questa leggerezza mi lascia stupito.
Rimango ancora piu' meravigliato dal fatto che lei voglia usare quei soldi per una vacanza
Siccome anche a me piacerebbe andare da qualche parte, le dico che dovremmo vedere insieme
su internet.
"Tu quindi ce la fai a pagare il tuo biglietto, vero ?" le chiedo esitando un po'
"Certo, pure la mia connessione internet funziona! Ho pagato la bolletta" replica Maria
Rimango un poco dubbioso... e poi le dico:
"Si, ma dobbiamo guardare insieme. Vieni tu a casa mia o vengo io a casa tua?"
"Vieni tu, facciamo una grigliata, gia' che ci sei porta della pasta, del sugo e delle patate"
Maria non viene quasi mai a casa mia, nonostante questo io accetto volentieri, anche se
so che dovro' prendere l'autobus per andare dove lei abita.
Ore 20, altra telefonata:
"Ho pagato l'affitto, e ora non mi rimangono piu' soldi. Ma vieni lo stesso"
Maria e' ubriaca, come ogni venerdi' sera... come tutte le finlandesi.
Quando e' in questo stato e' capace di pensare soltanto al presente, sempre ammesso
che ci riesca, quindi ritengo che non sia il caso di continuare il discorso delle vecanze.
E' da un pezzo che non vado da nessuna parte - penso tra me e me. Sarebbe bello.
Poi mentre aspetto l'autobus, seduto dentro la tettoia, rifletto:
Un viaggio a due, con annessi cibo e liquori per la tipa, e' una scelta molto costosa per
le mie finanze. E Maria non e' certo Heli per la quale avrei fatto di tutto.
Mentre salgo sull'autobus che mi portera' a casa della cara ragazza, penso che potremmo fare una vacanza senza meta precisa: e' il tipo di vacanza che preferisco: quando si
parte senza sapere dove si va e ci si accorge che esistono dei posti meravigliosi.
Il bus, dopo un lungo tratto su una superstrada, accosta in aperta campagna. E' la mia fermata. Scendo.
Sono davanti ad un piccolo villaggio immerso nel verde, composto unicamente di piccole villette.
L'aria e' calda, estiva, la stradina e' deserta e regna il silenzio, interrotto dal fruscio delle fronde dei cespugli e degli alberi di betulla. A pochi metri di distanza inizia una boscaglia composta di abeti alti e radi.
Ecco la villetta di legno dove abita Maria. Suono il campanello e lei mi apre sorridendo.
Prepariamo subito da mangiare, mentre noto che stavolta sul tavolo e' presente un bottiglione di rum e uno di coca cola.
"Ne vuoi ?" mi chiede la ragazza
Ne assaggio un sorso per non essere scortese, ma il rum e' davvero troppo forte per me, anche se e' reso piu' gradevole dalla bibita.
Prepariamo la pasta e facciamo la grigliata in giardino.
La serata inizia nel migliore dei modi.
Mentre prepariamo il fuoco, il vicino di casa di Maria si affaccia e ci guarda curioso dalla finestra, lei, ubriaca lo sfotte:
"Hei, zio, metti della musica carina"
Poi la ragazza si avvicina a me e fa per baciarmi.
Tutto fa pensare che ci sia stato del tenero tra lei e lo "zio" e che questa scena sia stata costruita ad arte per farlo ingelosire.
L'uomo, un giovane dai capelli lunghi, ci spia dal balconcino al primo piano della stessa villa in cui Maria abita al pianterreno.
Nello stesso momento arriva un messaggio sul mio cellulare: e' Kimmo, il mio amico finlandese, anche lui ubriaco (che novita') che mi scrive: "Sei ancora con quella tipaccia?"
Rispondo in fretta che magari piu' tardi verremo in citta', ma
dopo qualche minuto mi arriva un altro messaggio di Kimmo e poi un terzo...
Dal tono capisco che deve essere proprio ubriaco, altrimenti non mi manderebbe messaggi a raffica.
Maria invece si insospettisce e pensa che i messaggi provengano da una donna.
"Chi ti scrive? E' una ragazza, vero?" mi chiede curiosa, sorridendo per cercare di farmi dire la verita', sicura di aver indovinato.
La sua gelosia e' ingiustificata, e io pure sorrido.
"Sono qui con te" le dico.
Lei pero' continua:
"Se vuoi andare da lei vai pure, hai trovato un'altra donna, sono contenta per te, e' giusto che tu vada da lei"
Io cerco di rassicurarla e le dico:
"Ma no, sono venuto qui apposta per stare con te"
La ragazza scoppia in una crisi di lacrime, io la abbraccio cercando di rassicurarla.
Quando si riprende, Maria mi fa: "E' meglio che tu prenda l'ultimo autobus e tu vada via da qua"
Dopo queste parole la vedo prendere il cellulare e inizia freneticamente a scrivere dei messaggi.
Riesco solo a leggere una parte del messaggio: "Sei in casa?"
Solo a questo punto mi rendo conto che sta andando tutto nel peggiore dei modi, e provo a rimediare.
"Vieni qua, dico a Maria", chiedendole di avvicinarsi
Faccio scorrere la lista dei sms ricevuti e le mostro che gli ultimi tre sono di Kimmo, dopodiche' l'elenco prosegue con il suo "Maria", ripetuto decine di volte..
La ragazza non sembra soddisfatta.... e ripete:
"Adesso voglio essere lasciata da sola, ti prego vattene via"
Mentre dice cosi' vedo che si sta messaggiando intensamente con qualcuno.
Probabilmente ha invitato a casa qualche maschio e ora vuole rendersi libera.
Visto che e' irremovibile, fredda come solo le finlandesi sanno essere, vado via, dicendole queste parole:
"Lo scorso venerdi' mi hai trattato male all'Henry's pub, ricordi ?"
"Questo venerdi' mi hai cacciato di casa per la tua assurda e ingiustificata gelosia"
"Non ci sara' un altro venerdi', le dico."
Lei risponde di botto: "Si perche' il prossimo venerdi' ho da fare".
Nessun saluto, nemmeno un ciao, non mi resta che prendere la giacca, rimettermi le scarpe e vado via come un ospite indesiderato, chiudendo la porta dietro di me.
Rabbia e umiliazione, ecco il risultato di questa giornata.
Prendo l'ultimo autobus che mi riporta a casa, sono fuori di me, ma anche consapevole che stavolta e' proprio finita
Mi resta un'unica consolazione: e' successo tutto prima
di organizzare la vacanza insieme!
Dopo un lungo periodo di assenza riprendo a scrivere, prima che il mese di Giugno si chiuda
Di cose da raccontare non ce ne sono moltissime, il tempo e' stato freddino e piovoso, quasi tutti i giorni. E' stato peggio di quel viaggio ad Amsterdam che ho fatto anni fa con Heli. Il ricordo della pioggia leggera e costante per tutta la giornata di quelle vacanze e' ancora vivo in me (e non solo quello della pioggia, purtroppo!).
La mia amica-soltanto-amica P. che doveva venire a farmi visita, ha colto l'occasione per chiedermi l'ennesimo prestito, con una delle sue scuse assurde a cui non credo piu' (si sarebbe operata in ospedale, ma nonostante questo sarebbe stata pronta a venirmi a trovare).
Infatti il giorno del viaggio, come da copione, mi ha scritto che non sarebbe venuta. Dato che i soldi prestati erano pochi, li avrebbe utilizzati per mangiare e sarebbe venuta a trovarmi in un'altra occasione.
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Il giorno di Juhannus, il 21, la citta' era deserta come succede a Ferragosto in Italia. Tutti erano in campagna a festeggiare.
Io sono stato a casa di Maria che non ha potuto fare a meno di ubriacarsi.
Cosi', verso le tre di notte, lei ha messo della musica a tutto volume e siamo usciti fuori, nel suo giardinetto, immerso nel silenzio delle altre villette vuote per le vacanze.
L'aria notturna era fresca, e l'erba era bagnata di pioggia. Il chiarore del cielo illuminava il pesante tavolo da giardino di legno scuro mezzo marcio e le nuvole gonfie e grigie facevano presagire altri temporali in arrivo.
La simpatica ragazza aveva gia' steso l'asciugamano sull'erba e si stava spogliando chiedendomi che stessi aspettando.
"Maria, ma qui ci vedono tutti!" ho esclamato
"Che importa?" ripeteva lei, spogliandosi
Non contenta di questo, gia' mezza nuda aveva iniziato a lanciare una pallina da tennis verso le finestre del vicinato, perche' si affacciassero, e come se non bastasse, urlava per richiamare l'attenzione su di se.
Poi, coperta a stento da un asciugamano, e' voluta andare dai vicini per "scusarsi".
"Lascia stare, staranno dormendo, torniamo dentro" le ho ripetuto piu' volte.
"No, devo assolutamente andare dai vicini" diceva sicura.
Incontrollabile, inarrestabile, tumultuosa come un fiume in piena, e senza alcun limite.
Per fortuna dopo questo evento la "pazzia" di Maria e' tornata lentamente verso livelli accettabili, soprattutto perche' si era bevuta tutto quello che aveva.
Tutto sommato Juhannus e' stato "piacevole", anche se non particolarmente entusiasmante.
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E ora torniamo al presente... piu' o meno...
Venerdi' 27, ore 22
Maria mi telefona dicendomi: "non ho soldi, richiamami tu"
Richiamo...
"Ti ricordi quella bottiglia di vodka che avevi in frigo?" mi fa
"beh..si?"
"Portamela, PLIIIS" esclama supplichevole.
Ed ecco che dopo un quarto d'ora sono sull'autobus con un sacchetto che avvolge la "bottiglia del piacere", per nasconderla alla vista dei curiosi.
Arrivato a casa della ragazza, noto che il lavandino e' pieno di lattine vuote da mezzo litro di "siideri" e c'e' anche una bottiglia semivuota di Campari.
A quanto pare la cara ragazza ci ha dato dentro questa sera.
Ecco che la mia bottiglia viene miscelata alla fanta e subito ingurgitata quasi fosse acqua.
Incredibile, si tratta di vodka, non di roba leggera!
Tutti e due allegri, (lei forse troppo,grazie all'alcool), ci avviamo alla fermata dell'autobus per andare a divertirci in centro.
Arrivati al bar Amadeus, Maria vuole che le paghi una birra.
Va bene, penso io, una e basta.
Intanto una ragazza si unisce alla discussione, e' una brunetta dai capelli lisci di lunghezza media, jeans e maglietta, non troppo carina ma nemmeno brutta, magra e con quella voglia di chiacchierare che soltanto la "koskenkorva" sa dare.
Il discorso va a finire sul lavoro e lei mi fa sapere che ha un sito web.
Maria intanto dopo la seconda birra (che le ho dovuto pagare) va al gabinetto e io mi trovo da solo a parlare con la nuova amica. Penso che abbia capito che non sono venuto al bar da solo.
"Che bello, hai un sito web" - le faccio - "E ci sono anche delle foto tue? mi piacerebbe vederlo".
"Nessuno me lo chiede mai, non ci viene mai nessuno, ma ecco, e' questo" mi fa Minna, la brunetta intraprendente, e dicendo queste parole mi allunga il suo biglietto da visita.
Istintivamente faccio scivolare il cartoncino nella mia tasca e cambio discorso. Appena in tempo: la mia amica Maria ha fatto piu' presto del solito.
Usciti dall'Amadeus decidiamo di recarci all' Henry's pub dove una lunga fila ci fa desistere dall'idea di entrare.
"Aspetta, mi fa Maria, guarda come si fa"
Il bar e' rigorosamente "savuton", ovvero uno dei pochi posti dove e' totalmente vietato fumare, e la gente deve uscire un attimo per nicotinizzarsi, cosi' davanti alla porta c'e' sia il gruppo dei fumatori, (che possono rientrare senza passare per la fila) sia il gruppo di pecorelle che aspetta paziente il momento di entrare.
Maria mi tiene per mano e si mescola alla folla dei fumatori, poi si dirige sicura verso la porta d'ingresso, guardata da un buttafuori pelato nervoso e distratto.
Sempre tirandomi per mano la ragazza attraversa la porta di ingresso, facendo un sorriso al'omone.
Pero', quando faccio anch'io per entrare, tirato dalla mano della ragazza, il buttafuori, con un fendente, come se volesse spezzarmi il braccio, ci separa.
Accortosi del "trucco", il solerte guardiano chiude la porta d'ingresso, che rimane bloccata per alcuni minuti.
Maria e' gia' dentro e io provo nuovamente ad avvicinarmi alla porta quando si riapre.
Niente da fare, devo farmi tutta la fila, avverte il buttafuori.
Assolutamente improponibile, entrerei quando il locale chiude, penso.
Maria mi manda un sms
"Che fai? Ti aspetto dentro".
"Non posso entrare, e la fila e' lunghissima" rispondo
"Com'e' al London?" mi chiede
Con una veloce occhiata controllo, visto che il locale si trova dalla parte opposta della strada.
"Fila lunghissima anche li"
E cosi' rimango come uno scemo ad aspettare.
Mentre aspetto inutilmente minuto dopo minuto mi sale la rabbia pensando a quello che e' successo.
Cosi' digito questo messaggio:
"Va be', visto che non c'e' soluzione io vado a casa"
Mentre il messaggio viene recapitato io penso: ora mi rispondera' di sicuro "Aspetta, esco e andiamo in un altro posto" oppure "aspettami, vengo con te".
Invece la sua risposta mi fredda:
"E' stato bello, fino a questo punto"
Il giorno dopo, controllando il telefonino ho scoperto che alle quattro, mentre io ero gia' a letto e dormivo, e' arrivata una telefonata.
Non l'ho nemmeno sentita, per la verita', ma la tipa mi ha scritto anche un sms in cui mi informava che andava a casa, sottolineando "da sola" (come se normalmente la sua abitudine fosse quella di portarsi il maschio a casa).
Sono stato cosi' disgustato dal comportamento estremamente scorretto di questa ragazza, che non le ho piu' ne' scritto ne' risposto fino ad oggi.
Le finlandesi sono "specialiste" in questo tipo di cose, non e' la prima donna che si comporta in questo modo, certo, non me lo sarei aspettato dopo quello che no fatto per lei.
E subito mi e' tornato in mente la famosa serata alll'Ale Pub con il mio amico Kimmo, quando il buttafuori razzista non mi ha fatto entrare.
Kimmo - che pure era ubriaco - non solo ha provato a convincerlo, ma non riuscendoci, e' stato corretto ed e' uscito dicendomi "andiamo in un altro bar".
Questa per me e' la base dell'amicizia! ALTRIMENTI CHE SI ESCE A FARE INSIEME?
SE UNA PERSONA E' EGOISTA, CHE ESCA DA SOLA!
Non ho niente in contrario alla liberta' delle finlandesi: fin quando non ci sono legami stabili ognuno puo' fare quello che vuole (ovviamente questa liberta' e' reciproca), pero' quando io esco con una persona, questa persona deve avere verso di me un minimo di lealta' e di affidabilita', altrimenti e' meglio uscire con un cane.
Penso che oggi mandero' un messaggio a quella ragazza (Minna) che ho conosciuto all'Amadeus, anche se non mi ispira particolarmente.
Per il momento, e' tutto.
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Aggiornamento delle 17
Messaggio a Minna(la brunetta del biglietto da visita):
"Ciao, ci siamo conosciuti venerdi' all'Amadeus, e' stato piacevole parlare, come e' andato il weekend?"
Risposta, quasi immediata
Grazie, e' andata proprio bene, mi sono riposata con il mio uomo
Io non ne capisco molto di donne, ma il messaggio suona molto come un "sono impegnata".
Quello che non capisco e' se devo intenderlo come:
"sono impegnata lasciami stare: ti ho dato il bigliettino perche' ero ubriaca"
oppure:
"sono impegnata voglio che tu lo sappia"
E qui entrate in gioco voi, miei amati lettori!
Consigliatemi!
martedi' sera... mi prendo un attimo di pausa per scrivere qualcosa sul blog.
Gli ultimi giorni di maggio non sono stati proprio bellissimi, il giorno fa caldo, in casa ancora fa piu' caldo (28 gradi) ma la notte il freddo prende il sopravvento e a pochi gradi sopra zero non si puo' pensare di girare senza giacca.
Beh anche se dico "notte", tutti sapranno che in Finlandia nel mese di Giugno il buio non arriva mai: verso mezzanotte il cielo diventa leggermente piu' blu, come quando in Italia il sole e' appena tramontato.
Alle due di notte torna completamente chiaro.
Praticamente e' come se il giorno non terminasse mai.
(Per le persone incredule consiglio di dare un'occhiata alla webcam in tempo reale qui a destra).
Sono stato tutto il tempo in casa in questi giorni per terminare dei lavori al computer che mi hanno particolarmente stressato.
Ho tanta voglia di uscire e di divertirmi ma temo che dovro' aspettare
almeno fino a questo weekend e la cosa non mi piace.
La situazione con la mia amica Maria e' sempre la stessa, ovvero non e' il mio tipo ideale, non mi da alcuna emozione forte, e' noiosa e pallosa, ma di tanto in tanto ci vediamo.
Non sono soddisfatto di me stesso, non mi interessa una donna part-time che nemmeno amo, ma almeno per il momento non sono solo.
Mi rendo conto che e' un punto di vista un po' egoistico, pero' sono sicuro che io e Maria ci facciamo un reciproco favore a stare insieme.
Nessun'altra novita' per il momento.
"No news is good news"
Questa sera il mio amico finlandese Kimmo mi ha mandato un messaggio per organizzare un'uscita insieme.
Io accetto sempre di buon grado di vederlo perche' e' un'occasione per raccontarci quello che e' successo dall'ultima volta che ci siamo incontrati.
Il mio amico e' "fidanzato ufficialmente" con una ragazza con la quale vive insieme, e quando lui esce, i due piccioncini si scambiano infiniti sms.
La sua quasi-moglie rimane a casa, ma lo tiene al "guinzaglio" tempestandolo di messaggini.
Se una ragazza facesse cosi' con me, io mi stuferei subito, certo, amo la dolcezza, ma sicuramente preferisco avere la mia fidanzata accanto che non lasciarla a casa e poi scambiare con lei brevi messaggi tutto il tempo.
Oltretutto Kimmo passa meta' del tempo a leggere e a rispondere ai suoi sms, e lo trovo un atteggiamento poco corretto se si esce insieme. Uno o due messaggi, va bene, ma se lui e' costantemente attaccato al telefonino, perche' non esce da solo ?
Comunque sono abituato al comportamento del mio amico, e ormai non ci faccio piu' caso.
Sono abituato anche al fatto che talvolta il finnico decida improvvisamente di andarsene via, e sparisca senza dirmi nemmeno "Hei, ciao, sto andando da un'altra parte".
Le persone vanno accettate anche con i loro piccoli difetti, e tutto sommato questo ragazzo e' molto meglio di tanti altri finti-amici.
Ma ieri sera e' successa una cosa abbastanza strana, che devo raccontare.
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Venerdi', ore 23.
L'appuntamento e' davanti all'Ale Pub, io aspetto fuori dalla porta e finalmente il mio amico arriva.
Ha con se l'immancabile bottiglia di birra, marca "KARHU", che finisce di scolarsi prima di entrare nel bar e da bravo finlandese la lascia a terra sul marciapiede.
Kimmo mi precede, ed entra nel locale. Io vengo stranamente fermato dal buttafuori.
"Mikä kunto?" (=come stai fisicamente?) mi chiede l'omone.
Io lo guardo, e' un palestrato bassino e tarchiatello, vestito completamente di nero, con la camicia su cui campeggia la scritta gialla "järjestyksenvalvoja" ovvero "buttafuori".
Il tipo, completamente pelato come il suo collega, ha lo sguardo duro e incazzato, per niente amichevole, e noto che indossa dei guanti
leggeri, tipici di chi e' pronto per fare a botte e non si vuole rovinare le mani.
"Kunto? Se on ok!" rispondo, confermandogli che mi sento bene.
Il tipo non mi crede e mi fa:
"No, io penso che tu non stia bene e che tu non possa entrare qui" risponde bloccandomi l'ingresso.
A una tale assurdita' io replico sorridendo, spiegandogli:
"Io non sono finlandese, sono italiano e NON BEVO ALCOOL".
"Se non mi credi puoi farmi il test dell'etilometro" e troverai zero." aggiungo sicuro.
Ma il tipo insiste:
"Io credo che tu non stia bene e quindi vai via, per oggi non puoi entrare".
Nel frattempo Kimmo torna indietro non vedendomi arrivare e nota che sono a discutere con il "portsari".
Allora gli spiego cosa e' successo e lui prova a convincere il buttafuori.
Mentre sta parlando, noto che Kimmo non e' affatto sobrio e si sente chiaramente dall'alito, ma nonostante questo il guardiano l'ha fatto entrare senza problemi.
Niente da fare, anche dopo le parole del mio amico, il pelato con me e' irremovibile: a quanto pare l'ubriaco sarei soltanto io !
Allora piuttosto nervoso e incazzato faccio cenno all'altro buttafuori di spiegarmi PERCHE' non mi lasciano entrare.
Il collega, seduto su uno sgabello all'interno, non si scomoda nemmeno a venir fuori, e per lealta' non smentisce di certo il suo compare.
La risposta che mi da e' questa:
"Päätös on tehty", (=ormai la decisione e' presa).
Rabbia e frustrazione si impadroniscono di me, perche' non c'e' niente che io possa fare. Niente per dimostrare ai due tipi che si sono clamorosamente sbagliati.
Venendo meno qualsiasi modo di portarli i due energumeni al ragionamento, dico al buttafuori "Allora mi vedro' costretto a chiamare la polizia".
"Fallo pure ma lascia passare la gente che deve entrare", risponde sprezzante il pelato.
Ci sono occasioni in cui in Finlandia ci si sente trattati da persone di serie B, e questa e' stata una di quelle occasioni.
Io non ho visto alcuna ragione di quel comportamento se non il puro razzismo.
Un comportamento che consente a ubriachi marci di entrare, solo perche' sono finlandesi, e a me no, soltanto perche' sono di nazionalita' diversa.
VERGOGNATEVI, FINLANDESI RAZZISTI. VERGOGNATEVI SOLTANTO !!!
CON QUALE CORAGGIO DATE DELL'UBRIACONE A ME ?
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Non ho chiamato la polizia, perche' non volevo aspettare mezz'ora che gli agenti arrivassero, anche perche' ero certo che alla fine avrebbero creduto alle parole del "guardiano nazionale" e non a quelle di uno straniero.
Ma io non avevo bevuto un goccio d'alcool, ne' uso droga, e queste cose potevano essere verificate facilmente dalle forze dell'ordine.
Rimane l'amaro in bocca per un trattamento che non ho assolutamente meritato e il ricordo di come sono stato ingiustamente allontanato mi si e' ripresentato piu' volte in testa, cosi' che la rabbia ha finito per rovinarmi la serata.
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P.s.(1)
Leggevo su un giornale che da un po di tempo i buttafuori in Finlandia sono diventati davvero violenti e trattano le persone con cattiveria non necessaria, anche perche' molto spesso i clienti dei locali sono soltanto ubriachi e quando vengono picchiati "professionalmente" non riescono a difendersi, finendo perfino all'ospedale
A conferma di cio', il nostro omone pelato e' stato visto piu' tardi da un mio amico mentre atterrava un ubriacone, che e' stato sbattuto violentemente a terra e poco dopo sono arrivati polizia e ambulanza.
Evidentemente quel buttafuori ieri sera era davvero pronto a menar le mani, e andrebbe in qualche modo "ridimensionato"
P.S.(2)
La mia amica Maria, a cui ieri sera ho mandato un messaggio, non si e' fatta viva e non ha risposto.
Risulta sempre meno credibile la scusa in base alla quale sabato scorso Maria non sarebbe tornata in citta' soltanto perche' non avendo credito sul cellulare non avrebbe potuto rispondere ai miei sms.
E probabilmente ieri si e' vista con un altro "amichetto", altrimenti mi avrebbe dato sue notizie.
Questa settimana e' passata un po' faticosamente, per via di impegni rimandati troppe volte, che mi hanno costretto a uscire meno del solito.
Il tempo del resto non e' stato troppo clemente, e ho notato con stupore che siamo quasi all'inizio dell'estate, ma ieri notte siamo tornati addirittura a qualche grado sottozero.
Oggi la temperatura si e' ristabilita su un valore intorno ai 15 gradi ed il sole e' forte e luminoso: sembra scaldare l'aria piu' del solito. La giornata invita ad approfittare del tepore primaverile passeggiando in centro tra i cespugli in fiore delle aiuole. Gli alberi dalle foglie gia' completamente verdi frusciano nel leggero venticello primaverile.
Questo fine settimana, e' passato senza aver alcuna notizia della bella e dolce Minna.
Evidentemente la mia amica aveva gia' stabilito che avrebbe avuto la solita "avventura del weekend" senza alcun risvolto sentimentale e avra' certamente buttato il mio numero di telefono.
Eppure, ancora una volta, sono stupito della falsita' dei sentimenti delle finniche:
Quella Minna e' stata affettuosa con me, e mi aspettavo davvero di rivederla presto!
Non conviene mai credere alle parole di una bella finlandese, sono tutte menzogne.
E cosi', anche io ho fatto il loro stesso gioco, infatti venerdi' ho mandato un sms a Maria e lei ha accettato volentieri di venire con me al London pub.
(Non telefonerei mai perche' odio quando le donne mi riattaccano il telefono o non rispondono).
La mia amica e' stata tutto il tempo accanto a me come un cagnolino, ed e' stata persino abbastanza gentile, anche se mi e' toccato pagarle qualche birra, visto che mi ha detto di aver finito i soldi.
Andare al London pub con una ragazza accanto e' stata per me un'esperienza un po' insolita perche' mi sentivo come "fidanzato" senza in effetti esserlo.
In pista c'era la la signora höpö-höpö, bella piu' che mai, che si stringeva con un ragazzino poco piu' che diciottenne.
La bella donna era un po' ridicola perche' aveva lo sguardo allegro da ubriaca e ballava con questo liceale altissimo e magro che se la abbracciava stretta con passione.
Insieme sembravano mamma e figlio.
Poi, mentre la mia amica Maria mi stava addosso, ho visto al bancone del bar una vecchia conoscenza: la mia amica Lea che aspettava qualcuno cosi' ubriaco da offrirle da bere.
Ho fatto un segno di saluto con la mano e Lea ha risposto con un sorriso senza nemmeno avvicinarsi.
Sono sicuro che quando rivedro' Lea da solo, iniziera' a farmi un sacco di domande.
Ho notato che se una persona cambia spesso fidanzata, in questo paese e' considerato dalle donne "uno che ci sa fare", non un "dongiovanni".
Alla fine della serata Maria e' uscita con me e per strada si e' tolta le scarpe visto che le facevano male i piedi.
Le ho proposto di venire a casa mia, e lei mi ha chiesto il permesso di dormire da me in un modo strano, tutto finlandese.
Nessuna ragazza italiana mi avrebbe chiesto il permesso dopo il mio invito: ci sono cose che si capiscono da sole, ma evidentemente le ragazze locali non ci arrivano! Sarei stato proprio stupido se l'avessi rimandata a casa sul piu' bello!
E' stata una serata tutto sommato conclusa discretamente, anche se questa Maria non e' assolutamente quello che avrei sperato dalla vita.
Al mattino dopo la mia amica era libera e avevamo in programma di passare la giornata insieme.
"Devo andare a cambiarmi e torno" mi ha detto tranquilla, mentre la accompagnavo al bus.
Pensavo che mi avrebbe fatto venire a casa sua, ma lei ha freddato le mie intenzioni dicendomi: "Tu non ami il posto dove vivo io, io abito nella foresta".
Certo che sarei andato volentieri da lei, ma ho preferito non insistere e aspettare il suo ritorno, magari nel primo pomeriggio.
Beh... e' inutile aggiungere che la cara Maria non ha piu' chiamato, non ha risposto ai miei sms, non si e' fatta viva, e sinceramente dubito che abbia passato il sabato sera da sola.
Probabilmente qualcun altro e' venuto a farle visita e lei si e' limitata a ignorarmi.
Morale ? C'e' una morale in questa storia ? SI: una sola. (purtroppo!)
Con le finlandesi, bisogna divertirsi e basta.

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